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SUPERMINIMO ASSORBIBILE

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I nuovi contratti collettivi stanno cambiando le regole del superminimo assorbibile

 

Cosa sta succedendo al superminimo (e perché è importante capirlo)

 

Negli ultimi rinnovi dei contratti collettivi nazionali di lavoro (CCNL) sta emergendo un cambiamento silenzioso ma molto rilevante: sempre più spesso viene vietato l’assorbimento degli aumenti contrattuali sul cosiddetto superminimo.

 

Questo tema incide direttamente sullo stipendio reale, sul potere d’acquisto e sui diritti del lavoratore, ma è spesso poco chiaro a chi non ha competenze legali.

Facciamo ordine.

 

Cos’è il superminimo individuale

 

Il superminimo è una somma aggiuntiva rispetto allo stipendio minimo previsto dal contratto collettivo.

 

Viene riconosciuta dal datore di lavoro, ad esempio:

 

  • per valorizzare competenze particolari;
  • per attrarre o trattenere una persona;
  • per riconoscere un ruolo o una responsabilità maggiore.

 

In pratica: è una parte dello stipendio che va oltre il minimo contrattuale.

Cosa significa “superminimo assorbibile”

 

Tradizionalmente, molti superminimi sono stati definiti assorbibili.

 

Questo vuol dire che se il CCNL aumenta i minimi salariali, il datore di lavoro può “compensare” quell’aumento riducendo o azzerando il superminimo.

 

Risultato: lo stipendio complessivo resta uguale, nonostante l’aumento previsto dal contratto collettivo.

 

Il problema: i nuovi CCNL vietano sempre più spesso l’assorbimento del superminimo

 

Nei rinnovi più recenti, anche di settori importanti (come il commercio e la dirigenza), i CCNL prevedono clausole chiare che stabiliscono che i superminimi individuali non possono essere assorbiti dagli aumenti dei minimi contrattuali.

 

Questo significa che:

 

  • l’aumento deve aggiungersi allo stipendio e al superminimo;
  • il superminimo deve restare intatto.

 

Si tratta di una clausola più favorevole al lavoratore, che prevale su eventuali patti individuali contrari.

 

Perché gli accordi individuali rischiano di non valere più

 

Molti contratti individuali contengono ancora clausole generiche del tipo: “il superminimo è assorbibile da qualsiasi aumento retributivo”.

 

Il fatto è che se il CCNL successivo vieta l’assorbimento, quella clausola individuale può diventare inefficace.

In altre parole: il contratto collettivo “travolge” l’accordo individuale, perché tutela maggiormente il lavoratore.

Cosa deve sapere il lavoratore sul superminimo assorbibile e sulle nuove clausole

 

Con i rinnovi dei contratti collettivi, molte aziende stanno cercando di modificare il modo in cui gestiscono il superminimo.

Per il lavoratore, questo è un passaggio delicato, perché può incidere direttamente sullo stipendio futuro.

 

È importante sapere che non basta più una generica clausola di “assorbibilità”
(“il superminimo è assorbibile”) inserita anni fa nel contratto individuale per giustificare la riduzione o il riassorbimento del superminimo.

 

Sempre più spesso, infatti, i datori di lavoro tentano di introdurre clausole di rimodulazione del superminimo, cioè previsioni che stabiliscono come questo importo potrebbe cambiare in caso di futuri aumenti del CCNL.

Attenzione: il superminimo non può essere modificato unilateralmente

 

Dal punto di vista del lavoratore, un principio è fondamentale:

 

  • qualsiasi rimodulazione richiede un nuovo accordo;
  • il lavoratore deve prestare il proprio consenso;
  • in assenza di accordo, il superminimo resta dovuto nei termini originari.

 

Questo significa che non sei obbligato ad accettare modifiche che peggiorano il tuo trattamento economico, anche se vengono presentate come “adeguamenti tecnici” o “allineamenti al nuovo CCNL”.

 

Per questo, ogni proposta di modifica del superminimo va esaminata con attenzione, verificando se:

 

  • il CCNL applicato vieta l’assorbimento;
  • la clausola è realmente legittima;
  • il sacrificio richiesto è compensato o meno.

 

 

© copyright Studio Legale Albini & Partners

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Se hai notato che:

 

  • gli aumenti contrattuali non si riflettono sulla tua busta paga;
  • il tuo superminimo viene “mangiato” dagli adeguamenti del CCNL;
  • il datore di lavoro parla di assorbibilità senza spiegazioni chiare.

 

Un confronto mirato può fare la differenza.

 

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AUTORE - Marcello Albini