ERISTRESS: COS’E’ E TUTELE LEGALI PER IL LAVORATORE
Scopri cos’è l’eristress, quali sono i sintomi e come ottenere tutela legale se sei vittima di stress lavoro-correlato da conflitti sul lavoro.
Eristress: cos’è, sintomi e tutele legali per il lavoratore
L’eristress, termine derivante dal greco eris (conflitto) e “stress”, indica una condizione di stress psicologico causata da conflitti persistenti o tensioni prolungate sul posto di lavoro, cioè stress lavoro-correlato.
Questo fenomeno, sempre più diffuso, ha rilevanti implicazioni sia mediche che legali.
Cos’è l’eristress: definizione e sintomi
L’eristress si differenzia dal mobbing, che richiede un intento persecutorio. Si manifesta quando un lavoratore è esposto a conflitti interpersonali, incomprensioni o comportamenti ostili ripetuti nell’ambiente lavorativo.
Queste situazioni possono portare a:
- ansia e tensione costante;
- difficoltà di concentrazione e calo della produttività;
- sintomi fisici come insonnia, cefalee o disturbi gastrointestinali;
- sindrome da burnout.
È fondamentale distinguere l’eristress da altre forme di stress lavorativo: qui la causa principale risiede nelle dinamiche conflittuali, non (solo) in carichi eccessivi o in un’organizzazione inefficiente.
Eristress e diritto del lavoro: cosa dice la legge ?
Dal punto di vista legale, l’eristress può essere collegato a diverse fattispecie previste dall’ordinamento italiano, tra cui:
- Mobbing: insieme di comportamenti ostili e ripetuti volti a isolare o emarginare un lavoratore, spesso con effetti stressogeni rilevanti.
- Violazione dell’obbligo di sicurezza del datore di lavoro: ai sensi dell’art. 2087 c.c., il datore deve tutelare l’integrità fisica e psichica dei dipendenti; un ambiente conflittuale e nocivo può costituire violazione di tale obbligo.
- Discriminazione o molestie: i conflitti possono derivare da condotte discriminatorie (genere, età, etnia o altre caratteristiche protette).
La giurisprudenza riconosce il danno da stress lavoro-correlato (incluso l’eristress) come pregiudizio risarcibile, purché sia dimostrato il nesso causale tra condotte lesive e danno subito dal lavoratore.
Con l’ordinanza 4 gennaio 2025, n. 123, la Corte di Cassazione – pur escludendo mobbing o straining in assenza di intento persecutorio – ha chiarito che il datore può comunque rispondere ex art. 2087 c.c. se mantiene (anche colposamente) un ambiente lavorativo nocivo, ostile o stressogeno.
Come ottenere tutela legale per lo stress da conflitto sul lavoro
Le conseguenze dell’eristress non riguardano solo l’individuo: possono influire sull’organizzazione e sul clima aziendale. Un lavoratore in conflitto costante rischia di sviluppare patologie psicosomatiche e assenze prolungate, con ripercussioni anche economiche.
Per il lavoratore è essenziale conoscere gli strumenti disponibili per ottenere tutela. Tra le azioni possibili:
- Segnalazione interna: rivolgersi a HR o al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza per denunciare la situazione e richiedere interventi.
- Mediazione o conciliazione: strumenti utili per provare a risolvere il conflitto senza ricorrere subito alle vie giudiziarie.
- Ricorso al giudice del lavoro: in caso di violazioni persistenti, è possibile agire per ottenere l’accertamento del danno e l’eventuale risarcimento.
Come prevenire l’eristress
La prevenzione dell’eristress richiede un impegno congiunto di azienda e lavoratori. Alcune buone pratiche includono:
- promuovere un clima basato sul rispetto reciproco;
- organizzare formazione sulla gestione dei conflitti;
- monitorare il benessere psicologico con questionari o colloqui periodici.
Conclusioni
L’eristress è una problematica complessa che richiede un approccio multidisciplinare, combinando competenze legali, mediche e organizzative.
Chi si trova in tale condizione ha diritto a essere tutelato, sia con interventi interni sia mediante azioni legali appropriate.
© copyright Studio Legale Albini & Partners
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