Malattia mortale, diagnosi errata, danno psichico, congiunti, risarcimento (Cass. civ., sez. III, sent 04.06.2013 n° 14040)
18/02/2014
Costituisce danno non patrimoniale risarcibile ai sensi dell’art. 2059 c.c., integrando una sofferenza di particolare gravità e idonea a compromettere lo svolgimento della relazione affettiva, il danno psichico subìto in via riflessa dagli stretti congiunti di una paziente che abbia sviluppato uno stato depressivo a causa di un’erronea diagnosi di malattia mortale con breve aspettativa di vita, con conseguente intervento chirurgico superfluamente distruttivo.
La Corte ha, pertanto, riconosciuto risarcibile lo “stato d’ansia” procurato ad un paziente cui per errore era stato diagnosticato una grave malattia che invece egli non aveva, ed è stato ammesso anche il risarcimento del danno subito dai familiari conviventi semplicemente sostenendosi che quell’errore era obiettivamente idoneo a configurare sofferenze di particolare gravità non solo per il soggetto direttamente leso, ma anche per i familiari conviventi.